Paolo Montanari

“Poesia nuda di ornamenti e ricami quella di Francesca Papp, profonda di parole essenziali, distillate, preziose. Francesca ci propone, con sintetici squarci, l’apertura sul proprio sentire esistenziale, fuori dal tempo della Storia e infisso invece in una Natura eterna, ora angosciante ” i rami neri che solcano il cielo “, ora di abbandono sereno ” cerco la carezza del vento “.  All’interlocutore cui spesso si rivolge offre di diventare ” la forma aliena che tu vuoi ” ma per riaffermare poi che ” solo da sola saturo e smaltisco l’antico senso desolato “. C’è però un altro interlocutore capace di trattenere nel presente dei sentimenti e delle emozioni la poetessa, il suo bambino, il gattino cui dichiara : ” mi apri il cuore stretto “. Mi sono molto piaciute le poesie di ” Tra i sassi “, titolo così assonante e coerente all’atmosfera dei testi”.  

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