I DUE COMPAGNI

 

Sibila il vento

e la voce cade

sulle mani aperte

del nonno, come Edipo cieco

e veggente, viandante

nell’oscurità, esperto

di lupi e di ululati.

 

Parliamo, io ventenne

lui novantenne, parliamo:

“il linguaggio è dell’essere”

ed entrambi morenti restiamo

l’uno accanto all’altro.

 

In silenzio, ascoltiamo

i colpi del vento che bussa

per dirci che ancora esistiamo.

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