BIANCA

 

Donna annodata

ad un cuscino d’infanzia.

Libri capovolti,

arnesi stranieri di storie

straniere, di grida,

di cibi, di odori

contrari alla stampa,

nel gioco dei pesci.

 

Lei apre

le porte del sotterraneo

all’arancio, al rosso

spensierato di un vestito

che salta e avanza

su sentieri diritti,

lasciando andare le curve

dei monti verso l’uva di campagna,

la tenacia del giaggiolo

e la forza di aprire la mano,

per far nascere

un pesce.

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