MAPPE

 

Dal metrò della memoria,

la geografia del mio corpo

guardo e come un cieco conosco.

 

Leggi le mie rotte,

i miei geroglifici,

il nero della matita

 

dalla tua fortezza antica

e ventosa. Segui le tracce

e gli avanzi della notte:

 

gli occhiali qua, là

un calzino, mentre giri

con l’accappatoio,

castoro di pane nel letto.

Comments are closed.