ANTICHITÀ


Le tue mani, attente e inesperte, toccano

i miei scritti, sono mani lente, mute,

colme delle mie parole. Silenziose

e pazienti cento volte hanno ordinato

i fogli scivolati o gettati via:

fedeli osservano passi ignoti;

ma non per questo

fosti mai meno pronta ad imparare.

Brilla nel mio volto la tua semplicità,

il tuo ingenuo proceder con le antiche

e lente gambe verso desolate

parole, verso miseri fogli, verso

un regno distante, tutto da inventare.

Con i piedi di contadina d’un tempo

che fu, hai inseguito la mia sorte e, poi,

hai aperto la mia mente al vento, al campo.

Con i sogni di bambina vivi nella

mia oscura dimora e preghi affinché la

pace trovi la tua bambina di sempre.

Testimone dei miei giorni, memoria

della mia memoria, mi hai dato la vita.

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